web 2.0

Medici e web, opportunità e rischi di un incontro in evoluzione

Nell’era del Web 2.0 la medicina trova nella rete eccezionali opportunità e alcuni rischi. Secondo uno studio (2010) di FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) il 90% dei medici di famiglia italiani utilizza Internet in maniera assidua e un terzo di essi possiede un profilo su almeno un social network, prediligendo Facebook e Myspace. In alcune Regioni, Emilia Romagna in testa, dove l’infrastruttura ADSL offre un servizio di connessione più capillare ben il 100% dei medici riferisce di utilizzare a fini professionali la rete.

IMPACThub

All'interno del progetto IMPACT Artea si è occupata, tra le altre cose, della creazione e animazione della comunità di prat

L’élite di Twitter monopolizza i cinguettii

Con un miliardo di post a settimana, Twitter è considerato da molti l’anti Facebook, grazie anche alla popolarità in costante crescita (solo nel marzo 2011 sono stati creati circa 460 mila nuovi account al giorno). Ma il più famoso sito di microblogging è davvero un tale successo sociale?
A giudicare dallo studio Who Says What to Whom on Twitter (Chi dice cosa a chi su Twitter), realizzato da Yahoo! Research, parrebbe di no.
Stando ai risultati della ricerca, infatti, l’approccio degli utenti a Twitter è prevalenteme nte di tipo passivo: consiste cioè essenzialmente nel leggere e “vampirizzare” i messaggi altrui. Nello specifico quelli dell’élite, 20.000 utenti (lo 0,05% di quelli registrati) che postano il 50% dei messaggi totali.