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A scuola di innovazione: a FORUM PA premiati i migliori siti e la didattica 2.0

Le 10 scuole “eccellenti” per aver sviluppato i migliori siti istituzionali sono state premiate oggi a FORUM PA. Per 2 scuole una “menzione speciale” per la didattica digitale e l’uso degli strumenti web 2.0.

Sono 240 i siti che si sono candidati al Premio “A scuola di innovazione”, iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione tecnologica, in collaborazione con FORUM PA, con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e premiare i migliori siti realizzati nelle scuole italiane. Nello specifico, l’iniziativa è rivolta agli istituti scolastici che abbiano realizzato siti web scolastici che, oltre alla congruità con le Linee guida per i siti web della PA, dedichino particolare attenzione alle funzioni e agli strumenti per la didattica.

Trasparenza e amministrazione digitale: è tempo di pagelle anche per i grandi comuni

A che punto è il processo di trasparenza nei 20 capoluoghi di regione? Ad un anno dalla pubblicazione delle linee guida sui siti web della PA, FORUM PA ha applicato a tutti comuni capoluogo la griglia utilizzata dal Ministro Brunetta per valutare i siti pubblici con dominio .gov. I risultati: Torino stravince e stacca tutti con un margine di dieci punti, ma la strada da fare, per tutti, è ancora moltissima.
“Il processo di miglioramento dei siti web delle pubbliche amministrazioni prende avvio da un insieme di fattori chiave: la riconoscibilità della natura pubblica del sito; la chiara identificazione dell'amministrazione che lo gestisce; la concreta indicazione delle modalità per soddisfare i requisiti minimi derivanti dalle previsioni normative” si legge nelle Linee Guida per i siti web della PA.

Carceri siciliane: parte la SFIDA

Da un’analisi effettuata sulla situazione delle carceri in Sicilia emergono diverse problematiche, cui occorre far fronte, evidenziate anche dalle relazioni del Garante dell’Ufficio per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale. Tra queste, la condizione di “limbo” in cui vivono i detenuti, quale spazio scollegato dal mondo esterno che può facilmente indurre a condizioni di prostrazione psicologica anticamera di depressioni, atti di autolesionismo o suicidio, ovvero insane alleanze contro detenuti più deboli o contro il personale di custodia; sovraffollamento all’interno degli istituti a fronte tra l’altro di una grave carenza di personale; trattamento fino alla soglia della fine pena che non può contemplare azioni a sostegno di tutto ciò che concerne il “dopo”.