Cresce il welfare, cresce l’Italia

Analisi e proposte per il welfare del XXI secolo (Conferenza Nazionale, Roma 1-2 marzo 2012)
Il welfare – quello straordinario complesso di aiuto e promozione offerto ai cittadini dalla sanità, dall’istruzione, dalla previdenza e dall’assistenza pubbliche – è il risultato più alto realizzato dalle democrazie europee. Democrazia, infatti, significa anche poter costruire autonomamente un proprio progetto di vita. Il sistema di protezione sociale sostiene i cittadini nella realizzazione del loro progetto lavorativo ed esistenziale, consentendo di affrontare le difficoltà individuali (malattie, infortuni, etc.), ma anche gli effetti dei cambiamenti sociali ed economici che incidono pesantemente sulla vita delle persone.
Il modello sociale europeo è nato proprio dal riconoscimento che, abbandonando gli individui a se stessi, perderemmo o non valorizzeremmo molte energie, creatività, aspirazioni: creare le condizioni per sviluppare queste risorse è diventato il compito di una responsabilità pubblica, collettiva, ancorata alla tutela dei diritti di cittadinanza.
Inoltre, questo modello – grazie alla certezza di un sistema di aiuto offerto a tutti i cittadini – ha permesso di sviluppare senso di appartenenza alla collettività, che difficilmente può nascere dove non c’è reciprocità e disponibilità a sostenersi vicendevolmente. Più è forte il welfare, più è forte la cittadinanza.

La Partecipazione al tempo dei pionieri

Dimmi e dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò
(Proverbio cinese)

La partecipazione è una pratica antica che abbiamo smesso di coltivare, sostenere e pretendere. Convinti, forse, che fosse insita nelle dinamiche del sistema democratico, così non è stato, qualcosa evidentemente è andato male. E ora, che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi della politica, disorientati nel vuoto che si è creato tra la disaffezione dei cittadini verso politica e istituzioni e la sofferenza delle istituzioni e delle formazioni politiche tradizionali, tentiamo un puntellamento dei processi democratici.

In realtà, in fondo, poco ci interessa se la timida apertura ai processi decisionali inclusivi, sia generata dalla ricerca del consenso, dalla genuina responsabilità di governo o, sul versante cittadini, da senso antipolitico piuttosto che da un’acquisita maturità civica. Quello che ci sembra invece rilevante è che le occasioni di partecipazione stanno sensibilmente aumentando in diversi territori e in diverse realtà organizzative e settoriali anche nel nostro Paese.

«Europa per i cittadini»: inviti a presentare proposte 2012

Il programma «Europa per i cittadini» si pone i seguenti obiettivi specifici:

  • riunire le persone delle comunità locali di tutta Europa affinché condividano e scambino esperienze, opinioni e valori, traggano insegnamenti dalla storia e operino per costruire il proprio futuro;
  • promuovere iniziative, dibattiti e riflessioni in materia di cittadinanza e democrazia, di valori condivisi, di storia e cultura comuni in Europa, grazie alla cooperazione delle organizzazioni della società civile a livello europeo;
  • rendere l'idea dell'Europa più tangibile per i suoi cittadini, promuovendo i valori e i risultati europei e conservando al tempo stesso la memoria del passato;
  • incoraggiare l'interazione tra i cittadini e le organizzazioni della società civile di tutti i paesi partecipanti, contribuendo al dialogo interculturale e mettendo in evidenza la diversità e l'unità dell'Europa con un'attenzione particolare per le attività finalizzate a facilitare l'intreccio di legami tra i cittadini degli Stati membri che facevano già parte dell'Unione europea il 30 aprile 2004, e quelli degli Stati membri che hanno aderito successivamente.