Scenari

Descrizione tassonomia: Scenari

Breve storia della facilitazione dei gruppi

Il concetto di facilitazione e facilitatori è antico quanto l’organizzazione tribale. Già nell’antichità i nativi dell’Alaska avevano qualcuno che ricopriva un ruolo di questo tipo. Come società stiamo tornando al punto di partenza: dalla tribù riunita in cerchio intorno al fuoco, alle strutture piramidali degli ultimi 3000 anni e di nuovo all’ecologia del cerchio, alle piramidi piatte e alle reti delle organizzazioni odierne. La filosofia, il pensiero e le abilità della facilitazione hanno molto il comune con gli approcci di Quaccheri, Gandhi, Martin Luther King Jr. e i vari fautori della nonviolenza nel corso dei secoli. In tempi più recenti abbiamo i movimenti per i diritti civili, i gruppi attivisti femminili, parti del movimento ambientalista e i gruppi di iniziativa cittadina nati negli anni ‘60 e ‘70.
La facilitazione delle riunioni iniziò a diventare un processo formale alla fine degli anni ‘60 e per la fine degli anni ‘80 era ormai diffusa ovunque. I suoi fautori la consideravano uno strumento per aiutare le persone a diventare artefici del proprio futuro, come evoluzione del ruolo dei facilitatori dell’apprendimento (facilitatori-formatori) apparsi nei primi anni ‘60. L’approccio del facilitatore nei confronti dei gruppi era di concentrarsi sulla creazione della consapevolezza per consentire l’apprendimento. Questi facilitatori ebbero un ruolo fondamentale nel nascente movimento del potenziale umano e in quello attivista femminile, e continuano ad averlo nei contesti odierni in cui l’apprendimento è visto come un dialogo piuttosto che un processo meccanico. Le sue radici pragmatiche affondano anche nella scienza cognitiva, nella teoria dell’elaborazione delle informazioni, nella sociologia, nella psicologia, nell’organizzazione comunitaria, nei principi di arbitraggio e mediazione, e nell’esperienza.

A scuola di innovazione: a FORUM PA premiati i migliori siti e la didattica 2.0

Le 10 scuole “eccellenti” per aver sviluppato i migliori siti istituzionali sono state premiate oggi a FORUM PA. Per 2 scuole una “menzione speciale” per la didattica digitale e l’uso degli strumenti web 2.0.

Sono 240 i siti che si sono candidati al Premio “A scuola di innovazione”, iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione tecnologica, in collaborazione con FORUM PA, con l’obiettivo di valorizzare, diffondere e premiare i migliori siti realizzati nelle scuole italiane. Nello specifico, l’iniziativa è rivolta agli istituti scolastici che abbiano realizzato siti web scolastici che, oltre alla congruità con le Linee guida per i siti web della PA, dedichino particolare attenzione alle funzioni e agli strumenti per la didattica.

Cresce il welfare, cresce l’Italia

Analisi e proposte per il welfare del XXI secolo (Conferenza Nazionale, Roma 1-2 marzo 2012)
Il welfare – quello straordinario complesso di aiuto e promozione offerto ai cittadini dalla sanità, dall’istruzione, dalla previdenza e dall’assistenza pubbliche – è il risultato più alto realizzato dalle democrazie europee. Democrazia, infatti, significa anche poter costruire autonomamente un proprio progetto di vita. Il sistema di protezione sociale sostiene i cittadini nella realizzazione del loro progetto lavorativo ed esistenziale, consentendo di affrontare le difficoltà individuali (malattie, infortuni, etc.), ma anche gli effetti dei cambiamenti sociali ed economici che incidono pesantemente sulla vita delle persone.
Il modello sociale europeo è nato proprio dal riconoscimento che, abbandonando gli individui a se stessi, perderemmo o non valorizzeremmo molte energie, creatività, aspirazioni: creare le condizioni per sviluppare queste risorse è diventato il compito di una responsabilità pubblica, collettiva, ancorata alla tutela dei diritti di cittadinanza.
Inoltre, questo modello – grazie alla certezza di un sistema di aiuto offerto a tutti i cittadini – ha permesso di sviluppare senso di appartenenza alla collettività, che difficilmente può nascere dove non c’è reciprocità e disponibilità a sostenersi vicendevolmente. Più è forte il welfare, più è forte la cittadinanza.