Diversità e intercultura

Descrizione tassonomia: Diversità e intercultura

Stati generali del welfare: una società unita


La Provincia di Roma organizza gli Stati Generali del Welfare. Dal 12 al 14 dicembre, tre giorni di lavoro insieme a tutti gli attori del territorio: sindaci, presidenti di municipio, assessori e consiglieri dei vari livelli istituzionali, responsabili e operatori dei vari organismi del terzo settore, responsabili e operatori dei servizi sociali e sanitari del territorio, ordini professionali, sindacati e forze sociali.

Insieme per riflettere e, soprattutto, per delineare un nuovo modello di welfare in grado di coniugare sviluppo sostenibile e coesione sociale. Per Una società unita, per una Capitale Metropolitana dei diritti e della solidarietà.

L’iniziativa - dal titolo “UNA SOCIETÀ UNITA”, organizzata a conclusione dell'Anno del Volontariato - si terrà presso il parco Regionale dell’Appia Antica.

Nel perseguire l’obiettivo primario di organizzare un sistema di offerta di servizi di qualità, occorre infatti ridisegnare il modello di governance, valorizzando certamente le risorse della società civile, nel rispetto, tuttavia, del principio che si possono delegare le funzioni ma non le responsabilità.

I lavori della ‘tre giorni’ saranno aperti da Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma; Giuseppina Maturani, presidente del consiglio provinciale di Roma; Claudio Cecchini, assessore alle politiche sociali della Provincia di Roma.

La FISH investe sui giovani con disabilità

di Matteo Schianchi*

Un'iniziativa incentrata sui giovani con disabilità, nella prospettiva di un loro coinvolgimento nella società civile e nelle associazioni, come attivi sostenitori del concreto rispetto dei diritti delle persone con disabilità e di una cultura inclusiva: è il Lab.Giovani della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), stage che fino al 16 settembre vedrà impegnati attraverso l'Italia una trentina di giovani con disabilità in seminari, incontri, attività di laboratorio, visite a città e a luoghi significativi.

L'Italia della convivenza

Molto spesso i migranti prima di essere discriminati nei fatti lo sono nel linguaggio che si usa per descriverli ed etichettarli: immigrati, extracomunitari, disperati, clandestini, irregolari, badanti. Si parla di devianza degli immigrati, di questioni di ordine pubblico, di emergenza stranieri, dell’esasperazione degli onesti cittadini italiani, del carico di disperati, dell’invasione dei profughi. Parole ed espressioni, queste, che veicolano la rappresentazione dei migranti come un problema, da risolvere con soluzioni di controllo, repressione, espulsione.
Eppure, lo spostamento di persone da una parte all’altra del mondo non è una novità dal punto di vista geopolitico, poiché la spinta alla mobilità è una caratteristica dell’uomo precedente anche alla scoperta del “Nuovo Mondo”, che ha visto la nascita delle prime grandi migrazioni transoceaniche costituite da circa 2 o 3 milioni di europei e da circa 7,5 milioni di africani deportati come schiavi. Ma la mobilità non è soltanto una caratteristica dell’essere umano, è anche un diritto, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, allorquando all’articolo 13 afferma che ogni uomo ha diritto di lasciare il proprio Paese.