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Facilitazione

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Le metodologie adottate sono diverse e il loro ricorso dipende dagli obiettivi dell’incontro e dalla tipologia dei soggetti coinvolti. Ci sono metodologie più adatte a sensibilizzare e a stimolare la comunicazione, altre che sono finalizzate all’analisi dei problemi e alla costruzione di progetti, altre ancora più efficaci con gruppi di poche persone per facilitare la negoziazione e lo sviluppo di strategie operative. Sono strumenti finalizzati a stimolare processi di interazione e confronto fra i diversi attori locali attraverso percorsi strutturati e tecniche di visualizzazione che aiutano gli interlocutori a comunicare e razionalizzare le idee, queste metodologie stimolano la riflessione e la creatività su strategie di sviluppo comuni e la formulazione di soluzioni specifiche, sotto forma di programmi e progetti funzionali al contesto dal quale nascono. Tra gli esempi di metodologie più strutturate:

Easw: L’European Awareness Scenario Workshop è una metodologia promossa dalla Commissione Europea per facilitare la partecipazione sociale e l’approccio dal basso alla programmazione degli interventi. Essa facilita la creazione di momenti di confronto, scambio e discussione in merito a processi di sviluppo economico e sociale locale, stimolando la capacità a identificare soluzioni concrete. Durante la sua attuazione i partecipanti hanno l'occasione di ideare visioni sul futuro della propria comunità e proporre strategie volte a superare gli ostacoli che frenano il passaggio a modelli di sviluppo sostenibile.

→ Bar Camp: è una conferenza generata dai partecipanti; nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione. L’evento nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione.

→ Open space technology: è uno strumento di apprendimento informale che agevola la circolazione di informazioni, conoscenze, esperienze all’interno di organizzazioni e permette di affrontare processi di cambiamento quando è necessario un confronto su questioni complesse e dove non esiste una soluzione univoca. La passione, l’interesse e l’auto-organizzazione dei lavori sono gli elementi fondamentali su cui questa metodologia si fonda. Diversamente dalla maggior parte delle dinamiche partecipative infatti, l’Open Space lascia liberi i partecipanti di operare come meglio credono, utilizzando le modalità di lavoro che ritengono più utili e produttive.

→ Gopp: un metodo promosso e adottato in molteplici progetti della Commissione Europea, che facilita la pianificazione e il coordinamento di progetti attraverso una chiara definizione degli obiettivi. La metodologia prevede delle fasi che portano alla costruzione consensuale del quadro logico (logical framework) di un progetto.